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Come cambia il nostro umore in base a ciò che indossiamo?

Quello che indossiamo influenza l’umore e la percezione che abbiamo di noi stessi.
Questo è quello che sembra sostenere la psicologia della moda, ramo recente della psicologia che nasce dallo studio della relazione tra identità e abbigliamento.
L’affermare che ci sia una relazione tra quello che siamo e quello che indossiamo sembra in qualche modo smentire il noto proverbio “l’abito non fa il monaco” e sembra, anzi, giustificata dalla tesi, sostenuta da vari esperti della disciplina (Jennifer Baumgartner e Karen Pine tra le più citate), che ogni abito è investito da un simbolo.
E’ questo che rende in qualche modo possibile agire sugli stati d’animo con i vestiti.
Ma come cambia il nostro umore in base a ciò che indossiamo?

Vestirsi in maniera formale, con capi di abbigliamento come tailleurs , gonne longette, tacchi, abiti di lunghezza media, farebbe aumentare la sicurezza in se stessi e l’attenzione sul lavoro.
Un abito come il classico tubino nero, simbolo della femmina di qualsiasi taglia e stile, conferirebbe a chi lo indossa la percezione più forte della propria femminilità e sensualità.
Allo stesso modo, l’indossare un paio di scarpe con il tacco: questo capo infatti, rispetto alle scarpe basse, è quello usato per sentirsi più sicure.
Modelli di vestiti larghi sono al contrario simbolo di timidezza e indice di voglia di spazio da situazioni opprimenti, desiderio di libertà e riservatezza.

Abiti abbinati ad accessori, magari associati per colore, indicano felicità, cura di se stessi e sicurezza, mentre al contrario outfit che non badano all abbinamento e in generale non curati, sembrano nascondere umori rabbiosi.
Non solo capi di abbigliamento ma anche colori e tessuti sembrerebbero comunicare qualcosa di noi e allo stesso tempo suscitare o auto-alimentare certe emozioni piuttosto che altre.
Il nero esprime sensazioni di dominio, aggressività ed è scelto per look autoritari, eleganti. Infatti è il colore per il quale si decide di optare nelle situazioni formali. Il nero è inoltre in grado di rimandare direttamente alla parte più oscura di noi, cioè l’inconscio.
Il giallo, ad esempio, rimanda a libertà ed energia e ci farebbe sentire brillanti, allegri e ottimisti.
Il rosso rimanderebbe all’eros e alla regalità e conferirebbe a chi lo indossa fiducia nelle proprie capacità di successo, potere ed intensità.
Per rendere più efficace il lato femminile è consigliato usare il blu, colore che viene associato alla sensibilità. Il blu ha infatti proprietà tranquillizzanti e comunica pace, calma e accoglienza.
Come mix di blu e rosso, il viola include in sè le caratteristiche di entrambi i colori, unendo gli aspetti più quieti e sereni all’azione.
Tra i colori che rimandano alla concretezza e alla fisicità ritroviamo il marrone, mentre il verde garantisce stabilità ed equilibrio.

Noto è il fatto che alcune donne modificano l’acconciatura dei capelli in seguito a qualche momento avvertito come decisivo, importante o noioso, un po’ come se il cambiare taglio o colore di capelli contribuisse a dare qualche svolta anche ad altri ambiti della vita.
La relazione tra ciò che è esterno e quello che invece non lo è, d’altronde, è sempre stata costante nella storia dell’uomo.
Questo meccanismo non lo si riconosce solo nelle donne infatti.
Pensiamo alle rasature improvvise, alla fase dei baffi che per alcuni uomini diventano una fissa, simbolo di raffinatezza e ricercatezza, alle basette e ai capelli lunghi da rocker.
Ci sono tantissimi uomini shopping addicted che per sentirsi più felici decidono di acquistare un paio di scarpe, esattamente come fanno le donne.
Magari molto più abitudinari con il taglio di capelli, pare che il viso fresco di rasatura contribuisca a dare agli uomini più sicurezza.

Ma possono essere anche elementi non visibili ad avere il “potere” di far sentire più sicuri.
Un buon profumo o un dopo barba gradevole infatti, grazie all’odore che ci fanno provare, possono agire sulle nostre percezioni, come dimostrano gli studi sull’aroma terapia.
Se è quindi credibile che quello che indossiamo ci dice qualcosa della nostra identità, in un certo senso dovrebbe essere possibile agire nel senso inverso, ovvero influenzare l’umore o la concezione di noi stessi usando determinati capi di abbigliamento a seconda anche del colore.

Che lo si faccia consapevolmente o no, intenzionalmente o meno, il modo in cui ci vestiamo, l’apparenza che diamo con la nostra estetica, comunica qualcosa di noi ad un livello più profondo di quello verbale.

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